I Vini del Lazio

Tenuta Tre Cancelli

HabemusLiborio De Rinaldis è il capostipite dell’azienda. Nel 2001 ha la fortuna di ereditare la tenuta dalla famiglia, una ricchezza immensa, soprattutto nel privilegio di far crescere i suoi tralci sulla terra dei monti Cerniti dove, grazie al costante lavoro della Madre Terra, la lava è mutata in un incredibile area colma di ricche falde vulcaniche coperte da brillanti colori e profumi inebrianti.
Nel 2010, Silvio si unisce a Liborio, un connubio che spingerà il lavoro della tenuta verso traguardi sempre più impegnativi ed esaltanti.
Vitigni tipici della tradizione romana.
Tenuta Tre Cancelli si trova all’interno della “Strada delle Terre Etrusco Romane”.

Habemus

Habemus Habemus nasce da uve succose cresciute nella terra argillosa delle colline della Tuscia Viterbese, sotto il calore del sole, mitigate dalle morbide brezze del Tirreno che assicura un clima asciutto e temperato.
Habemus nasce da tre vitigni: grenache, syrah e carignan. E’ un vino dalla spiccata personalità. L’intero ciclo di produzione si sviluppa con una particolare attenzione per l’ambiente. L’azienda produttrice, San Giovenale Agricola, è una azienda biologica certificata che si impegna costantemente nella salvaguardia del territorio. Le coltivazioni non sono trattate con pesticidi e diserbanti, la cantina è totalmente sostenibile, attraverso l’applicazione di tecnologie che non contemplano l’utilizzo di alcun combustibile fossile.

Cantina Cominium

CominiumL’azienda consta attualmente di circa 24 ettari di cui 13 vitati e gli altri coltivati ad olivo ed ortaggi. Ad un iniziale lotto di 10 ettari se ne sono aggiunti altri e la speranza è di continuare ad acquisirne altri con il tempo. Il terreno è argilloso calcareo compreso tra i 450 metri s. l. m. per i vigneti ed i 650 m s.l.m. per gli oliveti. Questi ultimi sono siti nel comune di S. Donato Valcomino e comprendono le varietà leccino pendolino e la marina peculiare della zona. La vigna si sviluppa ad Alvito ed è composta dai vitigni autorizzati dal disciplinare della D.O.C. (Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Merlot) e da altre cultivar a bacca rossa come Cesanese e Shiraz. Recentemente sono state impiantate anche varietà in bianco come il MATURANO. L’elevata densità d’impianto (5500 ceppi/ettaro), la potatura verde, la selezione e il diradamento dei grappoli oltre all’uso di tecniche esclusivamente manuali, assicurano la realizzazione di vini di grande pregio.

Cantina Sant’Andrea

Sant'AndreaLa prima vendemmia risale al 1968, dando origine all’attuale Linea Classica dei vini dell’azienda. I primi clienti, le prime bottiglie con le etichette scritte a mano, le prime botti di castagno, e la cantina diventa una tra le prime realtà vitivinicole pontine.
Nei vini Sant’Andrea c’è la storia di famiglia, i profumi di Pantelleria, insieme alle speziature della Tunisia.
Da sempre, le uve sono prodotte con cura scrupolosa e, fin dal 1993, anche con metodologie ecocompatibili per garantire alla fonte la massima qualità e genuinità nel pieno rispetto dell’ambiente. Da molti anni l’azienda è impegnata nella riscoperta e valorizzazione del vitigno Moscato di Terracina, particolare clone autoctono di Moscato Bianco, che cresce nelle avare colline intorno alla città di Terracina. I vigneti si sviluppano in diverse sedi limitrofe: Terracina, Borgo Vodice ed Aprilia.
Il vigneto di Aprilia, con la sua estensione di circa 18 ettari rappresenta, insieme a quello di Borgo Vodice, il cuore produttivo dell’azienda.
Questa zona, da sempre vocata alla produzione di uva di alta qualità, presenta il caratteristico terreno equilibrato a media tessitura.
Si coltivano Trebbiano, Malvasia, Merlot, Syrah, Malvasia Puntinata e Chardonnay.
Il vigneto di Borgo Vodice, con un’estensione di circa 20 ettari rappresenta il vigneto storico dell’azienda, il primo ad essere stato piantato appena arrivati in Italia a seguito dell’esproprio dei terreni in Tunisia.
La tipologia di terreno è prevalentemente sabbiosa e viene adottata la pratica dell’inerbimento per renderlo più idoneo alla coltivazione della vite. I vitigni coltivati sono quelli tipici della DOC Circeo, Trebbiano e Malvasia per il bianco, Merlot e Sangiovese per il rosso.
Accanto a loro si sono perfettamente adattati alla zona anche il Sirah, Petit Verdot, Cabernet Sauvignon, Chardonnay, Montepulciano, Cesanese, Malvasia Puntinata.
Il vigneto di Terracina mantiene inalterato tutto il fascino della lavorazione manuale delle uve, dalla potatura alla raccolta, ricreando soprattutto nel periodo della vendemmia quell’atmosfera unica di un passato non industrializzato. Si sviluppa su 15 ettari immersi nel verde di una natura incontaminata, ricca di rocce carsiche a 400 metri sul livello del mare.
Il terreno è quello tipico della zona di Terracina con una prevalenza di argilla rossa, e i vitigni coltivati sono i più antichi della zona, il Moscato di Terracina in primo luogo, seguito dal Cesanese di Terracina, l’Aleatico e l’Abbuoto o Cecubo (quest’ultimo già prodotto ai tempi degli antichi Romani).

Marco Carpineti

Marco CarpinetiAlle pendici dei Monti Lepini, a Cori, antica cittadina laziale risalente al IV secolo a. C, 56 km a sud di Roma, a circa 400 metri s.l.m, su un territorio antico, fiorisce e cresce solida l’azienda MARCO CARPINETI.
Appartenente alla famiglia Carpineti da diverse generazioni, dal 1986 è Marco che, spinto da autentica passione e dal desiderio di vivere in un ambiente intatto, ne prende in mano le redini e ne fa un’azienda modello e al momento in piena espansione.
Il cambiamento più rilevante è stato senza dubbio l’adozione nel 1994 dei metodi di agricoltura biologica, frutto della volontà di realizzare prodotti veramente sani. Diserbanti, concimi chimici e prodotti di sintesi, infatti, non trovano asilo nella tenuta di Marco Carpineti, garanzia per i consumatori di vini di qualità in senso assoluto.
Per meglio rispettare l’ambiente, nella maggior parte della tenuta non si effettuano lavorazioni del terreno, ma soltanto il controllo delle erbe spontanee con falciature.
Attualmente l’azienda si estende per circa 52,5 ettari, di cui 41 coltivati a vigneto e 11,5 a uliveto.
La scommessa, che si sta dimostrando vincente, punta su alcuni vitigni sconosciuti, che solo questo territorio ha conservato come un tesoro nascosto.
Vitigni a bacca bianca da sempre coltivati sono il Bellone, l’Arciprete Bianco (biotipo del Bellone) e due varietà di uva Greco, dette in loco Moro e Giallo, quasi scomparse nel territorio. Quelli a bacca rossa sono il Nero buono di Cori, il Montepulciano e il Cesanese.
Curati da professionisti scrupolosi, i vigneti con esposizione sud sud-ovest si sviluppano in località Capolemole, Pezze di Ninfa e Valli San Pietro.
Il terreno di origine vulcanica particolarmente vocato alla coltivazione della vite e degli ulivi è ricco di scheletro, in particolare tufo e, nella parte più alta, lo scheletro ha una costituente calcarea.
Le uve vengono trasformate attraverso attrezzature all’avanguardia nella nuova cantina.
Al momento in piena espansione, dispone di consistenti spazi per la trasformazione, lo stoccaggio, l’affinamento e la maturazione del prodotto, nonché per ricevimento ospiti e degustazioni.

Casale del Giglio

Casale del GiglioCasale del Giglio è stata fondata nel 1967 dal Dott. Berardino Santarelli, originario di Amatrice, e si trova nell’Agro Pontino in località Le Ferriere, Comune di Aprilia, in provincia di Latina, circa 50 km a sud di Roma.
Questo territorio, rappresentava, rispetto ad altre zone del Lazio e di altre Regioni d’Italia, un ambiente tutto da esplorare dal punto di vista vitivinicolo.
Per questa ragione nel 1985 si diede vita al progetto di ricerca e sviluppo “Casale del Giglio”, autorizzato dall’Assessorato all’Agricoltura della Regione Lazio.
Collaborano tuttora a questa iniziativa il Prof. Attilio Scienza, dell’Istituto di Coltivazioni Arboree dell’Università di Milano, il Prof. Angelo Costacurta, dell’Istituto Sperimentale per la Viticoltura di Conegliano (Treviso) ed il Prof. Fulvio Mattivi della Fondazione Edmund Mach – Centro Ricerca ed Innovazione dell’Istituto Agrario Provinciale San Michele all’Adige (Trento), da cui proviene l’enologo dell’azienda, Paolo Tiefenthaler.
I modelli di coltivazione viticola ai quali si sono ispirate queste ricerche sono quelli praticati a Bordeaux, in Australia ed in California, che sono territori esposti all’influenza della costa, esattamente come l’Agro Pontino, che beneficia dell’influenza del Mar Tirreno.
Secondo la filosofia di Casale del Giglio, «lo sviluppo futuro della vitivinicoltura Italiana non risiede solamente nel consolidamento dell’immagine di zone dalla grande tradizione, ma anche nel raggiungimento, attraverso opportune scelte viticole ed enologiche, di produzioni di alto livello, caratterizzate dal giusto rapporto qualità-prezzo, in territori ancora poco conosciuti dal punto di vista del loro potenziale qualitativo viticolo ed enologico».
I risultati di queste ricerche sono stati convalidati dalla Comunità Europea con l’autorizzazione alla coltivazione in provincia di Latina, a partire dal 1990, di nuovi vitigni raccomandati come lo Chardonnay, il Sauvignon, il Syrah, il Petit Verdot, il Cabernet Sauvignon e, successivamente, di altri. Ad oggi Casale del Giglio ha provveduto a riconvertire a filare tutti i suoi 160 ettari di vigneto e ad introdurre nuove varietà caratterizzate dall’alto grado di interazione qualitativa con il Territorio.
L’attuale produzione dell’azienda Casale del Giglio offre una gamma di 20 prodotti (bianchi, rosati e rossi, una Vendemmia Tardiva, tre grappe e un olio extra vergine).

Cincinnato

CincinnatoAdagiata sulle pendici del paese di Cori, la Cincinnato è una cooperativa vitivinicola tra le più importanti della regione nonchè l’unica realtà che abbia sviluppato un progetto di qualità sui vitigni del territorio.
Rappresenta 62 anni di storia, 499 ettari di terreno, 210 soci, 210 famiglie ovvero l’economia rurale del comune di Cori.
Cincinnato è un marchio in forte crescita che raccoglie oggi i risultati di un lavoro enorme nel recupero e nella valorizzazione dei vitigni autoctoni Nero Buono di Cori e Bellone.
Scopri qui l’olio extravergine d’oliva Dioscuri solo Itrana, prodotto anch’esso dalla cooperativa Cincinnato.

Pileum

PileumL’azienda vinicola Pileum nasce nell’anno 2002 a Piglio, in Ciociaria.
Pur essendo giovanissima, è figlia di grande tradizione nel settore vinicolo che vanta nel nostro paese una lunga e onorata storia.
Sulle dolci colline ciociare sorge il nostro pittoresco casale circondato dal verde delle viti e dall’argento degli ulivi, splendidamente situato su un terreno sassoso aperto e ventilato che favorisce la produzione di uve corpose e profumate. Fin dalla vendemmia selezioniamo quelle migliori per garantire un prodotto davvero eccellente.
L’azienda si avvale di moderne tecnologie produttive, ma la lavorazione conserva tutta la tradizione di un territorio di viticoltori con secoli di storia.
Il terreno è di natura calcarea argillosa ed è ricco di fossili del Pliocene d’origine sedimentaria.
Le tracce del vitigno a bacca nera si snodano in due territori limitrofi ma profondamente diversi, dando vita a varietà distinte: il ‘Cesanese Comune’ nell’area dei Castelli Romani ed il ‘Cesanese di Affile’ nella zona che comprende l’omonimo paesino e quello del Piglio. Ma è l’origine stessa del nome ad essere diversa, perché nel primo caso si intendeva il vino proveniente da ‘Cesano’ (altro paesino della campagna romana), mentre quello di Affile viene subito identificato come autoctono, un clone locale impiantato su colline e pendii opportunamente disboscati per accogliere i vigneti, cioè appunto sulle ‘caesae’, i ‘luoghi dagli alberi tagliati’.
La viticoltura di Affile e del Piglio si è quindi sviluppata nel tempo con la dovuta attenzione alle antiche pratiche, che i contadini hanno saputo applicare realizzando robusti vini rossi.
Nei nostri 8 ettari si trovano principalmente vitigni di Cesanese di Affile e Passerina del Frusinate; essi sono composti in parte da vigneti di età trentennale, e da nuovi impianti effettuati dal 2002 al 2003 con un sesto d’impianto che prevede 4.500 piante per ettaro.
Le uve selezionate sono raccolte a mano seguendo scrupolosamente i tempi di maturazione in vigna.

 

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